I vicoli

La struttura originaria di Napoli nasce da uno stile greco-romana, una pianta a scacchiera divisa in tre decumani, il centro è l’agorà, era l’attuale Piazza San Gaetano, dove oggi si trova la chiesa di San Lorenzo. Su di questa struttura nel corso dei secoli, si sono sovrapposti quartieri, monumenti, acquedotti,fognature.
Iniziamo il percorso urbanistico dai Normanni e dagli Svevi. Fu Guglielmo I che nel 1166 ampliò la città e costruì Castelcapuano, il nuovo centro urbano. Dopo di lui fu Federico II, il fondatore dell’Università degli studi, con gli Angioini e gli Aragonesi, Napoli fece un vero e proprio salto di qualità urbanistico. Tra il 1532 e il 1553, il vicerè, Don Pedro Alvarez De Toledo, estese notevolmente la murazione cittadina, inglobando Santa Lucia e Porta Capuana. Entro di essa sorse una nuova grande strada, la Via Toledo, e furono edificati “i quartieri”, un impianto di caseggiati, adibiti per i soldati spagnoli.
La città di Napoli era una tra le più popolose d’ Europa. Coi Borbone la rete stradale si accrebbe di nuove idee: sorsero Via Foria, Via Marina, Via Posillipo, la Via Toledo fu abbellita con la costruzione del Foro Carolino (Piazza Dante) e allungata fino alla Reggia di Capodimonte da Giuseppe Bonaparte. Infine grazie a Ferdinando II, venne portato a termine il corso Maria Teresa, oggi corso Vittorio Emanuele, che collega i due estremi della città. Furono infine i Savoia a sistemare la fascia costiera con Via Caracciolo. Ai limiti della zona orientale fu tracciata il Corso Garibaldi ed il Rettifilo. Sulla collina, nel corso del 1885 fu costruito il rione Vomero, seguito dal rione Arenella.
C’è da ricordare comunque che esiste anche una Napoli sotterranea, una città fatta di fiumi scomparsi, di cunicoli e caverne, che vengono utilizzati oggi come rete fognaria, rete elettrica, tubature per il gas, le gallerie per la metropolitana. Creano comunque anche ingenti danni, quando si verificano delle voragini o crolli con conseguenze catastrofiche.
Il sottosuolo napoletano è in buona parte di carattere tufaceo, il tufo è una pietra derivante da prodotti vulcanici, cenere e lapilli, e su essa poggia Napoli.
E da questa breve descrizione fatta nei secoli sulla città di Napoli e della sua crescita, si ramificano i vicoli, intorno ai quali ruota la vita della Napoli e dei suoi abitanti. Si intrecciono all’interno di essi innumerevoli mestieri che, fanno l’economia del vico: la bancarella di frutta e verdura, il bancone del pescivendolo, la pizzeria, il banco del lotto e poi, il contrabbando di sigarette, lo spaccio di droga, la prostituzione.
L’economia si svolge essenzialmente nel basso, spesso casa e bottega.
Vediamo ora alcuni di questi “vicoli” nelle sue tradizioni culturali:

* * *
-Vico del Fico al Purgatorio: con i classici panni stesi al sole, ma anche con balconcini ingentiliti con vasi fioriti;
-Vico Storto Purgatorio ad Arco: largo poco più di tre metri;
-Vico San Gregorio Armeno: famoso per i tanti negozietti artigianali di pastori fatti con antichi metodi artigianali, il bue, l’asinello, la pecorella in prevalenza, non mancano i personaggi cari ai napoletani, Pulcinella, Totò, Eduardo de Filippo, alcuni pastori rappresentano personaggi legati alla cronaca attuale, Antonio Bassolino, Antonio Di Pietro, Umberto Bossi, Berlusconi, Corbelli…
-Vico Figurari: dove si pratica l’industria delle statue ed immagini dei santi;
-Vico Santa Luciella: un centinaio di metri di strada che mettono in comunicazione San Gregorio Armeno con San Biagio dei Librai, anche qui vi sono bassi trasformati a botteghe nella fabbricazione dei presepi;
-Vico Scassacocchi: forse così chiamato in quanto una volta il vicolo era una via di passaggio per le carrozze che si dirigevano verso i Tribunali. Considerata però la sua ristrettezza, le vetture urtavano spesso coi mozzi contro il muro, riportando gravi danni alle ruote. Di qui Scassacocchi;
-Vico San Felice: nel quartiere Sanità, a pochi passi siamo in Via Santa Maria Antesaecula, al civino n. 109 vi è la casa dove nacque Totò, vista dall’esterno è una casa come le altre, a sinistra del balconcino una piccola lapide che ne ricorda i natali.
Attorno alla via Antesaecula si diramano tutta una serie di vie e vocoli: vico Carlotta, vico Palma, vico Canale ai Cristallini;
-Vico San Liborio: c’è tutta una zona nel quartiere Montecalvario chianata San Liborio, che comprende la via, il vico, il vicoletto, e i gradoni, ci sono naturalmente anche tanti bassi, tra i quali quello di Filumena Marturano;
-Piazza Pignasecca: dove si diramano vicoli pittoreschi, con numerosi venditori con le loro voci tipiche mediterranee. E’ opinione corrente che in alcuni vicoli ci fosse un pino, in napoletano pigna, poi seccatosi. Di qui Pignasecca.

Lascia un commento