La pizza a Napoli

Entriamo nel mondo fantastico della “Pizza”, alimento tanto semplice nei suoi ingredienti quanto apprezzato ed allettante al nostro palato in qualsiasi momento della giornata ed occasione. Quante volte ci siamo trovati nella condizione di dire: “cosa si mangia stasera? Non c’è niente in frigo, hai dimenticato di fare la spesa… ed ora?”; ed ecco che in quel momento la prima cosa che ci viene in mente è sostituire il pranzo o la cena tradizionale, con qualcosa di semplice, economico e nel tempo stesso gustoso, quindi pensiamo alla Pizzeria più vicino casa, per ordinare la pizza, a scelta, tra le tante che troviamo in “Menù”. Non è semplice così come si possa immagginare fare una pizza buona sia nel sapore che nella buona cottura.
Quante volte quando andiamo in pizzeria, ci capita di osservare (nel suo piccolo Regno), il “Pizzaiolo” che, con una disinvoltura a dir poco raccapricciante lavora la pasta, sino a renderla una sfoglia soffice e dalla forma circolare, quasi perfetta così come lo fù Giotto, ricoprirla di ingredianti riposti qua e la negli appositi contenitori che lo circondano, innaffiarla di olio ed in fine con un abile movimento tanto semplice ma di assoluta precisione, poggiarla su una pala, per poi essere infornata nella pancia di un forno che la avvolge col suo calore, per renderla alla fine appetibile ed accattivante ai nostri occhi e pronta per essere mangiata, accompagnata, si sà, da un buon bicchiere di birra. Il segreto della pizza, risiede nella scelta e nella combinazione di quattro elementi fondamentali: acqua, terra, aria e fuoco.

Ingredienti:
La Farina:
Il Sale:
Il Lievito:
Il Pomodoro:
Il Basilico:
L’Origano:
L’Aglio:
L’Olio:
Mozzarella:

Un pò di Storia:
Si presenta nella zona del napoletano intorno agli inizi del 1500 ma solo nel 1889 ebbe la sua vera consacrazione con l’avvento della Pizza Margherita,resa famosa dal cuoco Raffaele Esposito in occasione della visita a Napoli della Regina Margherita nel 1889, la quale rimase piacevolmente compiaciuta al punto che la stessa inviò, tramite l’Ufficio di Bocca, una lettera al Raffaele datata 11 Giugno 1889, che recitava così:”Pregiatissimo Signor Raffaele Esposito, Napoli. Le confermo che le tre qualità di pizze da Lei confezionate per Sua Maestà la Regina vennero trovate buonissime. Mi creda di Lei devotissimo Galli Camillo, Capo dei Servizi di Tavola della Real Casa”.
Il testo è esposto all’interno della “Pizzeria Brandi”, sita in salita Sant’Anna di Palazzo angolo Via Chiaia n. 1-2.
Amiamo ricordare la pizza come fu apprezzata anche tra i rappresentanti del mondo culturale tra i quali, Gabriele D’Annunzio che amava frequentare le pizzerie di Toledo così come Salvatore Di Giacomo, tra i frequentarori di pizzerie nel mondo musicale troviamo il Mascagni che la definì: “La più nobile intuizione, la più geniale, la più degna di essere conosciuta”, ed altri che composero Canti in suo onore e poi non potevano esimersi i poeti e scrittori napoletani di dedicare pagine e pagine di Poesie alla pizza.

Comitato gestione indicazioni geografiche approva proposta Bruxelles, 9 dic. (Apcom) – Pizza napoletana doc: nella riunione di oggi a Bruxelles, il Comitato Ue di gestione per le indicazioni geografiche ha approvato la proposta della Commissione europea di attribuire alla pizza cosiddetta “margherita” (pomodoro e mozzarella) la denominazione “Specialità tradizionale garantita” (Stg). Il consumatore avrà la garanzia che la ‘pizza napoletana Stg’ verrà prodotta secondo la tradizione partenopea. La denominazione, tuttavia, non riguarda il luogo di produzione, ma solo le caratteristiche e procedimenti di lavorazione e i suoi ingredienti, da Napoli a Berlino. Gli ingredienti della pizza napoletana “stg” (che in Italia viene detta “Margherita” in onore della regina moglie di Umberto I cui piacque durante una visita a Napoli) dovranno essere farina di grano tenero, lievito, olio extra vergine di oliva, pomodori San Marzano e mozzarella fresca di latte vaccino o di latte di bufala (niente ‘pasta filante’)

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