Procida

LA STORIA
Procida fa parte del gruppo delle isole Flegree, che si possono considerare come una continuazione dei Campi Flegrei, con i quali hanno analoghe origini.
Detta Prochyta dagli antichi, deriva la sua forma irregolarissima dall’essere costituita da quattro crateri di formazione anteriore a quella dei crateri di Miseno. La lunga erosione degli agenti atmosferici la rese piatta cosicchè essa raggiunge solo 91 metri di altezza.

Nel VIII secolo a.C. fu colonizzata dai Calcidesi, i quali sovrapposero la lori civiltà a quella, originaria, indigena.
Ai Calcidesi sopravvennero i Siracusani e, poi, i Greci di Cuma a cui subentrarono i Romani, che vi introdussero il culto di Dioniso, come testimoniano capitelli, rocchi di colonna e frammenti di scultura, sparsi per l’isola.
L’isola fu tra le prime località del Napoletano a sottomettersi alla corona sveva, che la commise in feudo alla famiglia salernitana che da essa prese il nome, il cui esponente più celebre fu Giovanni da Procida, eroe della rivolta del Vespro (1282).
Tra il (1339-1529), l’isola fu nelle mani dei Cossa d’Ischia, quindi passò ai d’Avalos, cui rimase fino al 1743.
L’isola fu occupata tre volte dagli inglesi; nel 1799, quando Napoli proclamò la repubblica, negli anni 1806-1809 e ancora nel 1813.
Attraversato il periodo fascista senza particolari problemi, Procida ospita, dopo il secondo conflitto mondiale, numerosi detenuti politici.

L’ISOLA
Procida è a 24 Km. da Napoli, gli abitanti si chiamano (procidani), di origine vulcanica, con un’area di 3,75 Km/quadri.
Sorge tra l’isola di Ischia e il Capo di Miseno.
E’ centro peschereccio, balneare, con buona produzione vinicola e agrumeti.
La sua costa articolata e sconnessa, lunga 14 Km. è costeggiata ad oves dalle spiagge di Ciraccio e Ciracciello, a sud si trovano il porticiolo della Corricella con la spiaggia di Chiaia e, dopo punta Solchiaro, la riparata spiaggia di Chiaiolella, piccolo porto naturale con approdo di pescherecci e imbarcazioni da diporto.
L’unico centro abitato dell’isola è Procida, che si estende dalla Marina Grande alla rada della Chiaiolella con le sue case di foggia quasi orientale, spesso a vivaci tinte.
In via San Michele, punto più alto dell’isola, detto Terra Murata, sorge la chiesa di S. Michele, è da notare all’interno, il dipinto di Luca Giordano, raffigurante San Michele che abbatte Lucifero, del 1699, inserito nel soffitto a cassettoni.
Tra la piazza della Madonna delle Grazie e la Corricella, sono state ambientate numerose scene del Postino, ultimo film di Massimo Troisi, che ha contribuito non poco al rilancio turistico dell’isola e, il personaggio del postino e il suo compianto interprete vengono ricordati attraverso un premio scolastico annuale.

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